INDICE |
BERNI I 32-36 [I i 32-36] |
BOIARDO I i 29-31 |
|
32 Al fin delle parole ingenocchiata Davanti a Carlo attendia risposta. Ogni om per meraviglia l'ha mirata, Ma sopra tutti Orlando a lei s'accosta Col cor tremante e con vista cangiata, Benché la voluntà tenìa nascosta; E talor gli occhi alla terra bassava, Ché di se stesso assai si vergognava. 33 Quel dì fu il primo della sua rovina, E di quella di Carlo e del suo regno. All'alma incauta quel velen cammina, D'amore e di disío si sente pregno. Non sa il suo mal, non sa la medicina; Trema e suda, e di fuor ne fa ben segno, Mostrando il viso or rosso, or scolorito, Che passione strana l'ha assalito. 34 E perché trova sol rimedio tanto, E tanto refrigerio al fiero ardore, Quanto risguarda in quel bel viso santo, Com'un infermo vinto dal dolore, La vergogna alla fin messe da canto, Ed alza gli occhi, e bee tosco d'amore; Ma non tanto però, che la ragione Non muova in lui cotal riprensione: 35 Ah pazzo Orlando, or questa è la follia Alla qual tu ti lasci trasportare? Non vedi tu l'error che ti disvia; E tanto contro a Dio ti fa mancare? Dov'è il tu' ardir? dov'è la gagliardia Che ti facea nel mondo nominare? Stimavi poco innanzi il mondo nulla; Or fatto sei prigion d'una fanciulla. 36 Ma che? s'una fanciulla ha più valore E più forza di me, come poss'io Far resistenzia a possanza maggiore, E non vedendo l'inimico mio? Che sia che voglia, o amor, o furore O altra forza, egli è chiamato Iddio: Dunque poco mi val senno o intelletto, Facendo quel ch'io fo forzato e stretto. |
29 Al fin delle parole ingenocchiata Davanti a Carlo attendia risposta. Ogni om per meraviglia l'ha mirata, Ma sopra tutti Orlando a lei s'accosta Col cor tremante e con vista cangiata, Benché la voluntà tenia nascosta; E talor gli occhi alla terra bassava, Ché di se stesso assai si vergognava. 30 "Ahi paccio Orlando! - nel suo cor dicia - Come te lasci a voglia trasportare! Non vedi tu lo error che te desvia, E tanto contra a Dio te fa fallare? Dove mi mena la fortuna mia? Vedome preso e non mi posso aitare; Io, che stimavo tutto il mondo nulla, Senza arme vinto son da una fanciulla. 31 Io non mi posso dal cor dipartire La dolce vista del viso sereno, Perch'io mi sento senza lei morire, E il spirto a poco a poco venir meno. Or non mi val la forza, né lo ardire Contra d'Amor, che m'ha già posto il freno; Né mi giova saper, né altrui consiglio, Ch'io vedo il meglio ed al peggior m'appiglio". |
|
|